Fabiano e Silverio sul set dei soliti ignoti

Fabiano e Silverio hanno portato le verdure antiche di Poggio Diavolino alla trasmissione condotta su Rai1da Amadeus “i soliti ignoti”

Fabiano e Silverio hanno preso parte alla trasmissione condotta da Amadeus i soliti ignoti il ritorno, in onda su Rai1 in prima serata.

Si tratta di un gioco in cui i concorrenti devono associare un’identità misteriosa, di solito un mestiere o un hobby, a ognuno degli otto ignoti presenti nello studio. Nel nostro caso la concorrente doveva indovinare, giocando solo su intuito e osservazione, che Fabiano “coltiva verdure antiche”.

In ogni puntata del gioco poi i concorrenti devono anche associare uno degli ignoti al suo “parente misterioso”, che in questo caso era proprio il Bus! Se il concorrente indovina raddoppia il montepremi, se sbaglia invece perde tutto.

Il concorrente può anche chiedere un incontro ravvicinato, in questo caso può avvicinarsi a uno degli ignoti, oppure degli indizi. Nel caso di Fabiano non è stato chiesto né l’uno né l’altro, ma gli indizi che aveva dovuto imparare perfettamente a memoria sarebbero stati questi:

  • Tutte le sere mi alleno per venti minuti a scrivere caratteri cinesi;
  • Sono stato in Antartide e ho navigato in mezzo ad un branco di cento balene;
  • Per me le radici sono importanti.

Degli indizi, tutti scelti dagli autori della trasmissione, l’ultimo naturalmente faceva allusione alle verdure antiche che coltiviamo a Poggio Diavolino, ed in particolare alle tante radici, come per esempio la pastinaca o il prezzemolo tuberoso.

Sia per Fabiano che per Silverio è stata una bella esperienza, nonostante durante le riprese siano dovuti restare di ghiaccio (queste sono le regole del gioco), in realtà la giornata è stata molto divertente per entrambi e gli ha permesso di conoscere molte persone interessanti con cui hanno stretto amicizia. Oltre a questo è stata l’ennesima bella occasione per parlare delle verdure antiche e di biodiversità, come ha detto Fabiano:

Si tratta di varietà solitamente coltivate fra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 che continuiamo a coltivare in quanto costituiscono un grande patrimonio per tutti. Patrimonio purtroppo a rischio perché le verdure antiche generalmente sono meno redditizie delle varietà moderne.

In studio avevamo portato a dare bella mostra di se anche qualche zucca galloza, zucca spaghetti, dei ceci neri e diverse vecchie varietà di mais.